Premesso che ognuno fa quello che vuole, premesso che non ho dichiarazioni personali da fare.
Mi lasciano perplesso alcune dichiarazioni che leggo da militanti del Pd, del tipo: “il …. è il mio partito” e cose simili.
Sarà perché non sono appassionato di calcio ma credo che un partito non sia una squadra di calcio e tanto meno una religione. Non esiste la fede.
Un partito è un’organizzazione che mette in pratica o si propone di mettere in pratica delle idee, dei progetti. Aderisco a quel partito se le mie idee, nell’insieme coincidono.
Va detto che il mondo, la vita, ormai cambiano e si evolvono (a volte involvono) a una velocità supersonica. Un partito ha bisogno di adeguarsi e adattarsi in continuazione ai cambiamenti.
Può succedere che un partito non si evolva alla stessa velocità di comprensione del proprio elettorato, può succedere anche il contrario. Un partito recepisce l’evoluzione, mette in moto una trasformazione, alcuni elettori la comprendono, altri no. Succede anche che in un grande partito, si discutano a vita i cambiamenti e nel frattempo quelli di cui si sta discutendo sono superati. A quel punto il partito ha scontentato tutti.
Tornando all’inizio della riflessione, io penso che se un partito prende una strada diversa dal mio orizzonte, io non ho alcun motivo di seguirlo. Non è un percorso breve quello che descrivo, tutti sperano nel cambiamento, nell’evoluzione, si spera e si tenta. Quando però tutti i tentativi sono stati fatti e tutti sono falliti, proprio per quella divisione di cui parlavo pocanzi, credo che i sentimentalismi vadano accantonati.
In politica la fede si deve avere verso un ideale, verso alcuni valori, non verso un partito.
A volte il partito diventa una chioccia o un comodo salotto che ti accoglie al caldo, quello però serve a riposarsi. Il futuro dei nostri nipoti ha bisogno d’altro.
Ripeto a scanso di equivoci, è solo una riflessione, un pensiero a tasti bassi..
