
Pedro Sánchez ha deciso di sciogliere le Cortes e di convocare elezioni anticipate in Spagna per il 29 novembre. La decisione arriva dopo le difficoltà nel mantenere una maggioranza parlamentare stabile e alcune importanti bocciature in Parlamento.
Nulla di scandaloso: è la democrazia. Quando un governo non riesce più a trovare una maggioranza sufficiente, può decidere di tornare dagli elettori.
La parte curiosa, però, è ricordare quanto Sánchez sia stato celebrato in Italia da una parte della sinistra come modello del progressismo europeo.
Poi arriva la realtà della politica: gli alleati possono cambiare, il Parlamento può dire no e anche i leader più celebrati devono fare i conti con il consenso.
Sánchez non è un “dio” caduto dall’Olimpo: è un politico che, come tutti gli altri, deve confrontarsi con le regole della democrazia.
Il 29 novembre parleranno gli spagnoli.
E forse questa è la vera lezione: in democrazia nessuno è eterno, nessuno è indispensabile e nessun modello è infallibile.
