Stiamo vivendo il momento più difficile della nostra storia dal dopoguerra.

Per certi versi si tratta di una crisi comune a tutta l’Europa, se non a tutto il mondo occidentale: i conflitti e le tensioni internazionali, i ricatti che dobbiamo subire sugli approvvigionamenti di materie prime e fonti energetiche. A questo si aggiunge il cambiamento climatico, che ha creato gravi problemi a tutto il settore alimentare, facendo salire alle stelle i prezzi, e che, insieme alle difficoltà energetiche, pesa anche sui trasporti e su molto altro.

Poi ci sono i problemi che riguardano soltanto l’Italia. Sono questioni mai affrontate in questi 90 anni di Repubblica, o affrontate male, e oggi i nodi vengono al pettine. Abbiamo un debito pubblico enorme, accumulato a dismisura nel corso di quasi un secolo, che negli ultimi anni, anziché essere contenuto, è stato fatto schizzare ancora più in alto da scelte scellerate. Abbiamo un problema energetico che ci condanna a perdere quote di mercato a vantaggio di chi si è attrezzato prima di noi. Abbiamo anche un problema di fiducia: oggi quale grande impresa o magnate sarebbe indotto a investire capitali in un paese come il nostro, così arretrato e così inefficiente?

Alla fine, la realtà concreta è fatta di costi della vita che aumentano per tutte le ragioni appena elencate e di stipendi che non riescono a tenere il passo, perché siamo già poco competitivi. E lo siamo anche perché la burocrazia inutile imposta alle aziende nel corso degli anni fa salire i costi di produzione, rendendoci ancora meno competitivi. Lo Stato dovrebbe intervenire? Ma come? Se non riesce nemmeno a stare dietro al ripianamento del debito, nemmeno un mago potrebbe fare qualcosa in una situazione simile. Chiunque sostenga che di tutto questo sia colpevole il governo o è del tutto ignorante, oppure pensa che lo siano tutti gli altri.

Purtroppo tutto il mondo occidentale risente di questi problemi, ma l’Italia più di tutti: gli altri, quasi tutti, partono da situazioni solide, noi no.

Oggi potrebbe aiutarci, anche se non risolvere, una politica che metta sul tavolo questi problemi e si unisca per affrontarli. Invece assistiamo a una contrapposizione mai così profonda e, soprattutto, mai portata avanti con una tale quantità di bufale, bugie e menzogne, con un mondo mediatico che dovrebbe farsi portatore di verità e che invece guida il treno della menzogna.

Mi dispiace per i miei nipoti, ma di questo passo un mondo migliore non lo vedranno.

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