LETTERA APERTA A MATTEO RENZI

La tua ultima Enews di ieri sera, l’ho condivisa nei contenuti al 99%. Ma c’è una frase che mi ha fatto fare un salto sulla sedia.

Questa:

Noi staremo fuori dal recinto delle polemiche, non litigando con nessuno e discutendo solo dei problemi degli italiani.

Non ci siamo Matteo, le polemiche bisogna affrontarle, non ignorarle. Se non si fa chiarezza non si fermeranno mai, i TalkShow continueranno imperterriti a parlare di coalizioni, di unità, Pisapia continuerà a vagare come una boccia da biliardo impazzita che schizza da una sponda all’altra, tutti i falliti del passato vorranno dire la loro.

Matteo proprio in questa enews di ieri sera hai aggiunto questa frase:

Noi abbiamo vinto le primarie con quasi due milioni di partecipanti chiedendo di discutere di lavoro, di periferie, di tasse, di casa e ambiente, di sostegno alla maternità.

Infatti, questo è il problema, il Pd che è uscito da questo ultimo congresso ha approvato a larghissima maggioranza quelle idee, quel progetto, quella linea politica. Di queste cose si è discusso, non di poltrone.

E allora lo vogliamo dire finalmente con chiarezza facendo tacere tutti i commentatori della terra, che quel progetto dell Partito Democratico del 2017 NON È COMPATIBILE con tutti i micro partitini che millantano il loro essere sinistra?

Come pensiamo di portare definitivamente questo paese fuori dalla crisi e finalmente pensare a uno sviluppo e un modello sociale serio? Con chi parla nel 2017 di lotta di classe? Con chi si scandalizza se ti fai fotografare assieme a Marchionne? Con chi boccia come un crimine il Jobs Act, di cui il 99,99% non  ne conosce minimamente il contenuto?

Vedi Matteo, con questo atteggiamento ambiguo, non solo non prenderai mai un voto da questa sedicente sinistra, perché ti odiano profondamente, loro vanno braccetto con Casapound piuttosto, ma perderai i nostri voti.

Solo che noi non siamo 4 come quelli lì, noi siamo milioni.

E qui è bene ricordarlo a tutti i cialtroni  che fanno titoloni, o peggio a quei delinquenti che mettono bare in vignetta, che noi continuiamo a essere milioni. Non solo perché lo dicono i sondaggi, ma perché lo dicono anche queste ultime elezioni. Non sono ubriaco, sto richiamando i numeri, e questi ci dicono che anche  dove abbiamo perso i ballottaggi, noi da soli contro tutti gli altri uniti, siamo arrivati a pochi punti dal vincente.

Matteo pensaci, la pazienza degli elettori non è infinita.

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