
Negli ultimi giorni diversi esponenti di sinistra hanno dichiarato che questa frenesia di essere woke sta facendo male alla causa.
Tanto per capire meglio, ho chiesto aiuto sulla definizione di woke, soprattutto nella terra dove è nato il termine.
Qui la risposta, e mi sembra corretta:
Discriminazione razziale e razzismo
- attenzione alle discriminazioni verso minoranze etniche;
- critica del razzismo strutturale;
- valorizzazione delle minoranze;
- in alcuni ambienti, concetti come privilegio bianco e microaggressioni.
Questioni di genere
- uguaglianza tra uomini e donne;
- critica degli stereotipi di genere;
- attenzione alle discriminazioni contro le donne;
- critica del sessismo.
Diritti LGBT+
- riconoscimento delle identità LGBT+;
- diritti delle persone omosessuali e transgender;
- uso del nome e dei pronomi scelti;
- opposizione alla discriminazione basata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere.
Identità e linguaggio
- linguaggio inclusivo;
- attenzione alle parole considerate discriminatorie;
- political correctness;
- uso di termini che non facciano sentire escluse determinate categorie.
Colonialismo e storia
- rilettura critica del colonialismo e dell’imperialismo;
- attenzione alle responsabilità storiche dei Paesi occidentali;
- discussioni sulla restituzione di opere e reperti;
- critica della rappresentazione tradizionale della storia.
Inclusione e rappresentanza
- maggiore presenza di minoranze nei media, nella politica, nelle università e nelle aziende;
- diversity, equity and inclusion (DEI);
- attenzione alla rappresentazione di gruppi considerati sottorappresentati.
Disuguaglianze economiche e sociali
- attenzione alle differenze di classe e di reddito;
- critica delle disuguaglianze strutturali;
- intersezione tra povertà, razza, genere e altre condizioni sociali.
Intersezionalità
È uno dei concetti più caratteristici. L’idea è che una persona possa essere contemporaneamente soggetta a più forme di discriminazione: per esempio donna + appartenente a una minoranza + povera, con effetti che si sovrappongono.
Ambiente e clima
Non è propriamente un tema esclusivo del woke, ma nella cultura woke è spesso collegato alla giustizia climatica, cioè all’idea che i costi ambientali colpiscano maggiormente le popolazioni più povere o vulnerabili.
Critica delle strutture di potere
È probabilmente il filo conduttore più generale: l’attenzione non soltanto alle discriminazioni individuali, ma alle strutture sociali, economiche e culturali che potrebbero produrle o mantenerle.
Inutile dire che l’esposizione a mio avviso corretta, è molto più vasta e completa di come la intendono molti. E dico subito.. molti di ogni parte politica. Leggevo oggi il segretario di +Europa e secondo lui non è vero niente perché in fondo l’Italia è molto indietro rispetto ad altri paesi occidentali, e elencava tre aspetti: 1) l’adozione da parte delle coppie gay – 2) Leggi sul fine vita 3) quello che volgarmente è chiamato utero in affitto.
Perfetto, tre voci. Sopra però ne vediamo qualche decina e su quasi tutte le altre non si può dire che siamo così indietro. Quindi una parte di verità su quanto denunciano alcuni esponenti di sinistra c’è. E se andiamo ad esaminare minuziosamente non possiamo non vedere che su alcuni temi si è esagerato, non legiferando, ma creando delle bandiere che spesso non sono nemmeno credibili.
Porrei altri due piccoli pensieri:
- C’è veramente un contrasto stonato tra chi pensa che per fare politica bisogna trattare solo questi temi e chi invece pensa che i problemi sono altri e non vorrebbe proprio trattarli. Nel mezzo ci sono però i bisogni della gente comune, di quelli che si alzano la mattina e devono affrontare tutti i temi quotidiani, spesso sbattendoci il muso senza risolverli.
- I temi di cui parlava Magi, che ho elencato sopra, perché non li affrontiamo semplicemente votando in parlamento 3 semplici leggi, e trovando una maggioranza vasta e composita? Devo pensare che questo paese sia in mano ai fondamentalisti cattolici? Voglio sperare di no.
Cosa penso in conclusione? Che ai bisogni della gente comune bisogna pensarci, ma veramente, non con le ricette e l’ideologia di 100 anni fa, perché purtroppo oggi il mondo globalizzato, ovvero l’economia globale non ce lo consente. Ma se non si parte dall’economia che per molti è una parolaccia, tutto il resto non si realizza.
Per quei 3 diritti? Quelli non vi costano niente, approvateli e basta.
