
Vorrei farlo questa volta cercando di scrollarmi di dosso costrizioni ideologiche. Dovendo parlare del “Cavaliere” per chi non mi conosce devo fare una premessa. Io ho combattuto con tutte le mie forze questo uomo, sin dal giorno della sua discesa in campo. Non era solo una questione politica, io ero fortemente radicato a sinistra lui stava sdoganando la destra (quella vera).
No, era per una questione morale. Allora vivevo a Milano, frequentavo anche il mondo di una media imprenditoria. Il Cavaliere era molto conosciuto nell’ambiente e chiunque ti avvertiva: attento non fare affari con quello perché ti manda in rovina ed è inutile che ti appelli alla magistratura perché è tutta assoldata da lui. Poi successe che un mio amico ci cascò, andò in rovina e tentò il suicidio. Questo mosse la mia avversione all’uomo per tutto il periodo a venire.
Naturalmente appena entrato in politica, la situazione del rapporto con la magistratura cambiò totalmente, anche perché quella che fu il suo nemico era un altro ramo.
Veniamo alla questione Mubarak. Questa ragazza, una delle tante che frequentava la sua casa aveva dei lati oscuri. Le ragazze avvenenti andavano a cena a casa del cavaliere e ricevevano bei regali. Non è detto che tutte poi ripagassero il regalo con prestazioni sessuali, ma qualcuna lo faceva. Tra queste c’era una ragazza di bellezza straordinaria. Tutte le persone che l’avevano conosciuta testimoniarono dopo che effettivamente si presentava come egiziana e faceva intendere di avere una parentela con Mubarak. Una sera l’arrestano per una denuncia di una coinquilina che l’accusa di averle rubato una collana. Qualcuno chiama Berlusconi e lui chiama il commissariato avvertendo: guardate che questa pare che sia parente di Mubarak, non facciamo scoppiare un caso diplomatico.
Le cose che scrivo sono quelle accertate dalle varie indagini della magistratura che vennero fatte in seguito e che infatti scagionarono Ruby e anche Silvio.
In pratica, come finì in parlamento la questione? Semplicemente con l’accusa a Berlusconi di concussione verso il funzionario di polizia. L’assoluzione avvenne in seguito perché fu dimostrato che non ci fu concussione ma una semplice informazione per cui il funzionario decise di non procedere all’arresto. Poi magari se vi togliete di dosso i vostri panni e ci pensate: se accusate una qualunque persona, tipo: “mi è sparita una collana, secondo me è stata la cameriera!” Pensate che quella venga arrestata? Non serve una mente eccelsa per capire che ci fu una montatura per arrivare al Presidente del Consiglio. Naturalmente l’accusa a Berlusconi per legge doveva passare dal Parlamento. La maggioranza votò tutta contro, sostenendo poi come motivazione che tutti erano convinti che Berlusconi aveva agito sostenendo solo quello che gli era stato detto. E qui la precisazione è d’obbligo perché ogni volta che oggi si parla di un esponente che era presente a quella votazione, salta su subito qualche imbecille e diversi politici a dire: ma che parli tu che hai votato per dire che Ruby era la nipote di Mubarak. No, non è così. Detto questo, con il senno del poi dico che in un paese normale avrebbe dovuto votare in questo modo anche l’opposizione. Perché quello fu un ennesimo tentativo di colpire Berlusconi per via giudiziaria e non per vie politiche. Il motivo per cui Berlusconi durò così a lungo.
D’altra parte, c’è per caso qualcuno che oggi tenta di scalzare Giorgia con tesi politiche?
Direi che dobbiamo ancora crescere… perché quell’atto del Parlamento fu una difesa della democrazia, non un atto scandaloso.
