
Vedo già i tanti detrattori pronti a dirmi: io te l’avevo detto. No, mi spiace, sono io che lo dico da sempre e infatti il tempo mi dà ragione. I social non sono un posto avulso dalla nostra società, sono il suo specchio.
La verità non è quella del vostro vicino di casa che vi saluta cordialmente per le scale, è quello che scoprite che dice sui social.
Purtroppo facciamocene una ragione, la realtà è questa porcheria che è diventata soprattutto Facebook, perché rimane il posto dove veramente si discute e si entra nel dettaglio, non dove si postano immagini di una frase, o gli ex Twitter che sono ancora peggio.
Non c’è dubbio che tutto il mondo si stia polarizzando, il mondo che o sta di qua o sta di là. Questo dipende anche dai potenti stati dittatoriali che agiscono dietro le quinte per destabilizzare le nostre civiltà.
L’Italia però sembra impazzita, sembra che non esistano più pensieri politici che si rifanno a idee, prospettive, anche portate avanti con sfumature diverse. No, ci sono due grandi blocchi che fanno il buono e il cattivo tempo, che si insultano dalla mattina alla sera, su cosa? Su temi politici? Ma quando mai, la politica è scomparsa, ci si insulta e basta, si trovano quotidianamente appigli insignificanti per montare casi e se non si trovano si inventano.
Perché succede tutto questo?
Se posso dire la mia, sommessamente, credo che questo problema sia nato e poi ingrandito a dismisura da quando esiste il maggioritario. Il padre di tutte le disgrazie? Secondo me sì.
Noi abbiamo scimmiottato i paesi che avevano il maggioritario senza prendere in considerazione che quei paesi avevano due partiti, non 50.
Poi è arrivata la Meloni e ha destabilizzato tutto. Un po’ come quando arrivò Berlusconi, ma con una differenza, in quel caso alcuni giornali e canali televisivi fecero fortuna contro di lui. Come oggi, evitando di parlare di politica, come oggi puntando il nemico solo su temi personali. In quel caso, quando gli davi del puttaniere, del maniaco sessuale, quando ricordavi il suo passato di imprenditore, purtroppo ti riferivi a fatti concreti.
Con la Meloni è più difficile e allora si monta una campagna quotidiana, e si inventano ogni minuto una quantità di bufale incredibile. Ogni parola che dice la si smonta e gli si danno significati che farebbero rabbrividire un bambino o chi è allergico al rumore di unghie sul vetro.
Sui social non vedi altro che insulti personali, soprannomi che vanno da carciofara a molto peggio, e li senti fare proprio da donne a una donna. Poi fanno le femministe… ma in che film?
Non c’è una parola, un provvedimento in cui si tenti di entrare nel merito e discutere di quello, no, niente, si parte subito con la dietrologia, a ogni parola si spiega che c’è dietro il suo dissenso interno, ogni provvedimento è solo l’inizio per la creazione di uno stato fascista. Io la dico semplice, ma guardate che il senso è quello.
Guardatevi intorno, è follia pura, è saltato tutto, non c’è più dialogo, non c’è più analisi, non si discerne più. La Meloni ha fatto saltare tutto. In un paese normale, la Meloni in questi anni sarebbe servita a mettersi seduti, tutti destra e sinistra e analizzare sé stessi. Cercare di capire, provare a chiedersi? Cosa vogliamo fare? Abbiamo una ricetta per affrontare i problemi dei nostri tempi? O vogliamo continuare a utilizzare le proposte dell’800?
Ora qualcuno potrebbe chiedermi, perché la Meloni ce l’ha? No che non ce l’ha, e infatti non fa nulla, la Meloni galleggia, il suo governo ha affrontato solo i problemi quotidiani, ma non ha risolto uno che è uno solo dei grandi problemi del paese.
Però a volte anche galleggiare va fatto con intelligenza, e al di là di tutti gli insulti inqualificabili che le rivolgete ogni giorno, la ragazza è intelligente.
Che prospettiva abbiamo per il futuro? Se tutta la gente a cui è rimasto un briciolo di cervello funzionante, esce da queste gabbie e si unisce a chi in un modo o nell’altro sta iniziando a pensare a un futuro, anche se non prossimo, la speranza c’è. Altrimenti sarà sempre peggio.
