NOI E LE ACCISE

Da quando qualche partito velleitario, anzi che promettere il bengodi come fanno tutti ha promesso di abbassare le accise, questa tassa è diventata un argomento di distrazione di massa che piace tanto soprattutto agli analfabeti.

Intanto: togliere? È vietato dall’Unione Europea, c’è una quota minima obbligatoria.

Le nostre accise nascono nel 1926 e si moltiplicano a ogni evento straordinario negli anni.

Gli altri paesi non le hanno? Non si chiamano accise, sono tassazioni normali ma le hanno tutti nessuno escluso. Se guardate i costi al distributore di tutti i paesi europei sono più o meno tutti uguali. Questo dovrebbe bastare a farvi capire che non si chiameranno accise ma le tasse sui carburanti le pagano tutti.

Ora, togliere le accise, a parte incontrare il divieto europeo significherebbe mandare in fallimento il paese.

Detto questo, se posso esprimere un pensiero personale, anche continuare a togliere un punto, rimettere un punto e via dicendo è DELETERIO. È populismo puro. Il costo aumenta per i problemi internazionali che tutto il mondo sta vivendo, facciamocene una ragione. Cosa possiamo fare? Cercare di risparmiare, acquistare auto elettriche quando possiamo, acquistare auto che consumano meno, moltiplicare i mezzi pubblici creando una alternativa efficace all’uso dell’automobile, ma soprattutto non sfasciarsi la testa quando c’è un aumento che dopo tre giorni riscende.

Spingere il governo e, si sa che i governi chi più chi meno sono populisti, ad abbassare le accise, è un crimine. A voi quei dieci centesimi non vi cambiano la vita, allo stato sì, perché diventano cifre enormi che da qualche parte devono recuperare, e come? Aumentando le tasse o riducendo le spese? Quali? Si parte della più grossa, la spesa sanitaria. Non è meglio finirla con questa storia delle accise?

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