IL BOOM DELL’AfD IN SASSONIA-ANHALT: PERCHÉ?

Il risultato delle elezioni in Sassonia-Anhalt deve far riflettere: l’AfD ha ottenuto circa il 44% dei voti, diventando nettamente il primo partito.

Ma perché?

Non credo che la spiegazione sia semplicemente che quasi metà degli elettori sia diventata improvvisamente estremistCi sono soprattutto rabbia e sfiducia verso i partiti tradizionali.

Immigrazione, sicurezza, difficoltà economiche, guerra in Ucraina e rapporto con la Russia sono temi sui quali una parte dell’elettorato dell’Est della Germania sente di non essere ascoltata.

A questo si aggiunge la sensazione, presente da anni in alcune zone dell’ex Germania Est, di essere stata lasciata indietro rispetto all’Ovest.

Il dato più significativo, però, è il crollo della CDU, che passa da circa il 37% a circa il 18%.

In altre parole, il successo dell’AfD non è soltanto un voto a favore dell’AfD: è anche un voto contro la politica tradizionale.

Ed è proprio qui che la politica democratica deve interrogarsi.

Non possiamo liquidare milioni di elettori come ignoranti, estremisti o semplicemente “cattivi”. Possiamo non condividere le loro idee, ma dobbiamo capire le ragioni del loro disagio.

La risposta democratica all’AfD non può essere soltanto un cordone sanitario o l’allarme sull’estrema destra.

Deve essere una politica capace di risolvere i problemi, governare l’immigrazione, garantire sicurezza, creare crescita e opportunità e restituire ai cittadini la sensazione che lo Stato sia dalla loro parte.

Perché se i partiti democratici lasciano vuoto quello spazio, qualcun altro lo occuperà.

La lezione della Sassonia-Anhalt è quindi molto semplice: la democrazia non si difende soltanto impedendo agli estremisti di vincere. Si difende tornando a convincere i cittadini che le istituzioni democratiche sono capaci di ascoltarli, rappresentarli e governare.

Meno paura. Più politica. Meno slogan. Più soluzioni.

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