Undici “bisogna smetterla” per uscire da questa impasse

Questa nella foto è una delle mitragliatrici ancora posizionate nei bunker della batteria di Longues-sur-Mer.
Un pezzo del Vallo Atlantico, il sistema di fortificazioni costiere costruito dal Terzo Reich tra il 1942 e il 1944 lungo le coste dell’Europa nord-occidentale e occidentale.
L’ho fotografata qualche giorno fa, durante la mia visita sui luoghi dello sbarco in Normandia. Visitare quei luoghi ti ricorda – se mai ce ne fosse bisogno – quanto il mondo sia stato vicino a precipitare sotto il giogo di totalitarismi feroci.
E visitare quei luoghi ti mette davanti a una possibilità che, nella nostra vita quotidiana, tendiamo a rimuovere: la possibilità concreta di un mondo terribile.
Un mondo fondato sulla prevaricazione, sulla violenza, sull’ignoranza, sull’assenza totale di libertà.
Ti fa provare una gratitudine infinita per i leader che ebbero la capacità di prendere decisioni terribili e coraggiose – come quella dello sbarco in Normandia – e per tutte quelle giovani vite che si sono sacrificate per restituirci un futuro di libertà.
Pensate, quindi, come mi sento di fronte al risultato dell’Afd in Sassonia-Anhalt.
Non è tanto lo schifo per i Vannacci, lo sgomento per Salvini cioè un ministro del mio paese che plaude per il successo di un partito neonazista (è davvero costituzionalmente compatibile tutto questo?).
Prevale la rabbia verso tutti quelli che, ogni volta, ricominciano con lo stesso ritornello. “Gli elettori hanno sempre ragione.” “Sono gli altri partiti che devono cambiare e darsi una svegliata”. “È la UE che sbaglia”.
No, signori. È ora di finirla.
Le difficoltà della vita di un occidentale contemporaneo non possano giustificare il rimpianto o la nostalgia per un regime nazista.
Le difficoltà della vita di un occidentale contemporaneo hanno soluzioni che sono il contrario di quello che i populisti di ogni tipo raccontano.
Bisogna smetterla di accarezzare e fomentare la propaganda diffusa con mezzi leciti e illeciti da millantatori senza scrupoli, sostenuti e foraggiati dalle ingerenze di una potenza straniera autoritaria che ha come obiettivo quello di ricostruire la sua vecchia sfera di dominio, persa con la caduta del Muro.
Bisogna smetterla di subire la narrazione propagandata via social da poteri economici di dimensioni più grandi delle vecchie nazioni, che utilizzano piattaforme social in cui si costruisce l’opinione pubblica, di cui loro sono proprietari e per cui loro dettano le regole.
Bisogna smetterla di criticare per ogni cosa l’Unione Europea, un’istituzione nata da pochi anni mettendo insieme nazioni e popoli che si sono combattuti per tutto il tempo della storia, fino quasi ad annientarsi a vicenda. E’ un miracolo che esista.
Bisogna smetterla di pensare che la libertà e la pace siano garantite dalle bandiere arcobaleno, senza rapporti di forza, senza difesa, senza armi e senza la disponibilità, quando necessario, a prendere decisioni difficili.
Bisogna iniziare a rivendicare a gran voce che è nella libertà garantita nel mondo liberaldemocratico che il progresso tecnologico ha potuto migliorare enormemente la vita di ciascuno di noi e soprattutto ha allungato, quasi raddoppiato, l’aspettativa di vita di tutti, ricchi e poveri, e reso possibili conquiste che per secoli sarebbero sembrate miracoli.
E basta lasciare spazio a complottisti, no vax e ciarlatani vari, in nome di quella libertà che loro rivendicano per i loro comodi e combattono per tutto il resto.
Bisogna smetterla di andare dietro alla retorica anti-immigrati, accettando che le pulsioni xenofobe, sempre esistite, possano essere giustificate da problemi reali che un cambiamento radicale del mondo ci sta mettendo davanti. Quei problemi vanno affrontati e gestiti pragmaticamente, ma nessuno sforzo potrà mai essere sufficiente, finché il cittadino vorrà solo qualcuno che lo appoggi e lo conforti nella sua battaglia contro IL NEMICO, a cui dare tutte le colpe delle frustrazioni della vita.
Bisogna smetterla di farsi imporre la forma della politica da un’informazione sempre meno indipendente, sempre meno responsabile, sempre meno impegnata nella grande sfida della crescita di una società coesa e solidale, che ha già trasformato l’arena politica in un patetico circo Barnum, in cui i politici vengono fatti muovere come animali da intrattenimento.
Bisogna smetterla di pensare che se uno è filorusso, fascista, nazista, in fondo dovrà avere le sue buone ragioni.
Perché se non capiamo la posta in gioco, se non assumiamo che il mondo che conosciamo – il difficile, imperfetto, contraddittorio mondo occidentale in cui però, per lo più, siamo liberi di fare ciò che vogliamo – può scomparire con incredibile rapidità, non affanniamoci a cercare qualcuno da incolpare.
La colpa sarà solo nostra

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