Oggi più che mai occorre fare una riflessione su questa nostra Europa. I sussulti nazionalisti, estremisti di alcune nazioni, avrebbero da tempo dovuto allarmarci. La risposta non può essere la solita, non basta e non serve.
Occorre cercare di capire cosa non va.
La nostra Europa unita è un paese modello per tanti motivi, ma purtroppo comincia a fare acqua. C’è un malcontento ovunque, perché dove più dove meno si avverte crisi economica. Una regione del mondo che dove più e dove meno vive da tanto nel benessere più assoluto. Il benessere ci vizia e se c’è qualche sussulto che lo limita, insorgiamo.
Il punto è semplice. L’Europa è una regione che dovrebbe essere la prima potenza economica del mondo e invece non lo è. Anche unita sarebbe oggi la seconda, fino al 2008 era la prima. Ai primi posti dopo gli Usa, c’è la Cina, India, Giappone, Canada e Brasile. I paesi europei da soli non esistono.
Questa unione europea si è occupata di questo problema? Direi di no, si è occupata di problemi marginali dell’economia proiettati più a porre limiti che altro, ma non di studiare assieme modelli di sviluppo adatti alla nostra epoca e soprattutto di imporli a tutti i paesi.
Si è occupato maggiormente di altre cose. Mi viene in mente per prima quella delle barzellette, dove si vedono gli europei alle prese con i tappi delle bottiglie, esempio microbo ma significativo. Ci sono una serie di limitazioni, a volte giuste a volte ideologiche ma che limitano il prosperare delle nostre aziende e le pongono in posizioni di svantaggio nella concorrenza mondiale.
Non dico che tutto ciò che riguarda l’ambiente, i diritti non debba essere affrontato. Dico che non può essere solo quello il ruolo dell’Europa. Dico che se non si trova un modo uniforme da affrontare collegialmente per sviluppare le nostre economie malate, la situazione sarà sempre peggiore. Sarà veramente inutile gridare al lupo al lupo ogni volta che vediamo risultati elettorali che ci lasciano interdetti, perché saranno sempre peggio.
Lo so che a questi discorsi la sinistra sbalordisce, perché sono ancora in molti a pensare che l’economia sia secondaria, persino all’imporre certe cose assurde come terminare una parola con lo schwa, o altre robe simili. Per la sinistra di altri tempi l’economia sono le lotte sindacali, dimenticando che aumentare il costo del lavoro senza aumentare la produzione determina solo impoverimento generale. Ovvero quello che sta succedendo in tutta Europa.
