
A volte ho l’impressione che, in questo Paese chiamato Italia, essere coerenti significhi rischiare di essere presi per stupidi.
Eppure credo che la coerenza sia un valore importante, in politica come nella vita, perché rappresenta un indice di serietà e di credibilità della persona.
Lo stesso Luigi Marattin, ospite ieri da Porro nella trasmissione Dieci Minuti, ha rivendicato la propria coerenza nell’essere liberale da sempre. La sua storia politica, del resto, permette di comprendere il senso di questa affermazione.
Personalmente, faccio fatica a stimare chi, a distanza di dieci anni, sostiene l’esatto contrario di ciò che affermava in passato, senza spiegare le ragioni di un cambiamento così radicale.
È vero: gli eventi della vita cambiano, le circostanze evolvono e la realtà ci pone continuamente di fronte a nuove sfide. Ma cambiare idea su singole questioni non significa necessariamente rinnegare sé stessi.
Si può cambiare senza perdere la propria identità. Si può adattare il proprio pensiero ai tempi che cambiano, mantenendo saldi i principi fondamentali che lo ispirano.
Perché la vera coerenza non consiste nel ripetere sempre le stesse cose, indipendentemente dalla realtà, ma nel saper evolvere senza tradire i propri valori.
E forse è proprio questo che, in politica, dovremmo imparare a riconoscere e ad apprezzare.
