BASTA DIFENDERE LE DITTATURE

Tutti i miei amici, o semplicemente chi mi legge, sanno da quanti anni sostengo che gli organismi mondiali non rappresentino la sicurezza del mondo, bensì la sua disgrazia. Ho sempre detto che non è difficile capirlo, visto che tutti, nessuno escluso, sono nelle mani delle dittature per una semplice e schiacciante questione numerica.
Ogni volta che ne ho parlato, ho percepito il silenzio assoluto intorno a me. È veramente difficile mettere in discussione i “mostri sacri”, anche quando i problemi sono evidenti sotto gli occhi di tutti. Oggi che finalmente qualcuno inizia a parlarne, i veri fascisti — altro che Meloni — vengono allo scoperto e urlano allo scandalo.
A questo punto va fatta una distinzione, perché dietro questo atteggiamento c’è l’ideologia, ma c’è anche il malaffare.
Parlo di ideologia perché ci sono i convinti post-marxisti, contrari al capitale per principio e di conseguenza ostili ai paesi democratici. Di questi, tutto sommato, ho rispetto: difendono una propria idea che non condivido, ma che comunque rispetto.
Poi ci sono i cialtroni e, infine, le pecore. I cialtroni, purtroppo, nella maggior parte dei casi sono anche disonesti e truffatori. Si tratta di gente che cerca visibilità o, peggio ancora, un vile guadagno economico nel sostenere determinate parti. Il problema è che costoro godono dell’appoggio della gran parte dell’informazione, a sua volta corrotta. Di conseguenza non mi meraviglio di chi ne approfitta per mettersi in mostra: è feccia e feccia rimane.
Io non ho problemi, non devo compiacere nessuno e pertanto continuo a ribadire quello che dico da anni: noi paesi democratici siamo forti, ma rappresentiamo purtroppo una minoranza numerica assoluta rispetto alle dittature. Finché non usciremo da tutte le organizzazioni mondiali — a iniziare dall’Onu e dalle sue diramazioni, primi fra tutti i tribunali che difendono dittatori e terroristi — il mondo non avrà alcuna possibilità di evolversi. Al contrario, come non è difficile notare, stiamo vivendo un’involuzione pazzesca: non è il terzo mondo che si sta evolvendo, ma siamo noi che stiamo scivolando indietro di un secolo.
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